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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - L'indomani.djvu{{padleft:127|3|0]] alla gentile lettrice e le vignette riparate dalla carta velina. Marta amava queste vecchie strenne; le aveva guardate da piccina, nelle sere invernali, aprendole prima adagio adagio, con precauzione, soffiando sulla carta velina per poterla voltare senza sciuparla e gettando dei piccoli gridi ammirativi ad ogni pagina illustrata. Più tardi vi aveva cercato le forme dell’amore nei sonetti romantici, nelle leggende delle castellane e dei paggi biondi, in certe frasi appassionate ed oscure. Diana di Poitiers le era comparsa innanzi così bella e poetica come Giulietta, come Desdemona, come Margherita. Al solo vedere una strenna le tornavano a memoria i versi che ella aveva imparati più volentieri di tutti gli altri, che l’avevano fatta piangere di tenerezza, quando aveva diciotto anni.
Oh! fanciulla, qual mesto contento |