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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - L'indomani.djvu{{padleft:38|3|0]] le poche botteghe; il fornaio, il pizzicagnolo, il mercante, il tabaccaio, il calzolaio, il barbiere.

— Ecco la farmacia — disse Alberto.

Marta guardò. Non c’era nessuno sulla soglia; una cortina verde, strofinata e attorcigliata come una fune, lasciava scorgere nell’interno un pezzo di scansia coi barattoli di terraglia bianca e azzurra.

— Ha moglie il farmacista?

— È vedovo; ma la riprenderà. Che cosa deve fare?

— Sicuro — disse Marta, ripetendo macchinalmente tra sè: che cosa deve fare!

— Guarda la casa di Merelli; sul canto di piazza, dipinta in giallo; l’hai vista?

— No, non l’ho vista.

— C’era la serva davanti alla porta.

— No, non l’ho vista. Ha moglie Merelli?

— Sì, ha moglie.

— E la casa di.... di quel signore.... quello che ha bevuto il sangue....

— Gavazzini? Ah! non è qui; è fuori di paese, isolata; più isolata ancora della nostra.

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