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S’erano trovati finalmente soli, per pochi istanti, nella libertà della campagna, e nessuno aveva parlato, ma egli le aveva presa la mano e gliel’aveva stretta così dolcemente che a pensarvi, dopo tanti anni, si sentiva invadere da una ignota voluttà.

Che cos’era dunque quello? Amore? E perchè la mano di Alberto non le dava la stessa sensazione? Era possibile ch’ella amasse Alberto meno di uno sconosciuto? O era forse Alberto che non l’amava? Ma sì, l’amava, glielo aveva detto e l’aveva sposata. Se no, perchè l’avrebbe sposata?

Sempre Marta tornava a questo dilemma, e voleva sapere degli altri matrimoni con un interesse, con una curiosità morbosa. Dalla signora Merelli, che era venuta a restituirle la visita, ella aspettava trepidante e confusa uno sfogo di infelicità coniugale; ma la signora Merelli non si lagnava che delle sue frequenti gravidanze, parlando del marito con un feticismo da odalisca, esaltandone la bellezza e la forza.

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