Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
— 132 — |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu{{padleft:136|3|0]]
— Non potrebbe scendere anche lei? Andiamo, venga, mi accompagni a fare quattro passi.
— Volentieri.
S’avviarono adagio adagio fuori del paese, sul viale del Santuario.
— Come deve annoiarsi in questi giorni! disse Matilde.
— Perchè? l’ho fatta per tanti anni questa vita.
— Sì, ma ora che ha provato a vivere a Milano e che — sopra tutto — vi ha lasciato care persone....
Pierino rise, crollando il capo.
— Non dica di no. E’ una cosa che la sanno tutti; del resto, non c’è niente di male.
Poi con un movimento di prontezza felina appoggiandogli una mano sul braccio e guardandolo in fondo alle pupille:
— E’ bella? — domandò.
Egli volle schermirsi; Matilde insistè.
— Peuh!... discreta. La bellezza d’altronde non è tutto nemmeno in una donna; ci vuole lo spirito, la grazia, il brio.
— Ha ragione. E’ come negli uomini; che valore ha un uomo grande e grosso quando non sa far altro che fumare, bere e andare a caccia?
Pierino finse di non capire l’allusione. Ella,