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VIII.

La vecchia Tatta, mettendosi la cuffia accanto alla finestra, vide Ippolito che passeggiava avanti e indietro, e volgendosi a Daria, che rassettava la camera:

— È forse per te che questo signore viene così di buon mattino a prendere l’aria della nostra contrada? Affè mia ch’è più brutto del solito; ha una faccia scombussolata, che pare abbia dato il capo nella luna.

Daria era avvezza a queste bruscherie, nè vi fece caso; si affacciò ella pure ai vetri e fu sorpresa nel vedere il giovine fermo davanti alla porta, come chi aspetta qualche cosa o qualcuno.

Non c’era anima nata in tutta la lunghezza della via; Daria sospettò subito che tosse accaduto qualche cosa di straordinario, ma si frenò per

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