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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Lydia.djvu{{padleft:118|3|0]] Si coricò sul letto, e nello scricchiolio del vecchio legno le parve di udire un ferreo rumore di armature. Non dormì.
Alla mattina corse in camera di Costanza; le buttò le braccia al collo, giurò di amarla, di adorarla, ma che facesse subito attaccare la carrozza por condurla alla stazione.
— Mio Dio, che vita! — mormorò ancora, quando potè gettarsi in un vagone di prima classe e ascoltare con indicibile voluttà gli ondeggiamenti del treno che si metteva in moto.
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