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XI.

Il matrimonio di Eva e di Mario Avella seguì senza pompa alcuna, quasi segretamente. Si adoravano, e non avevano voglia di mostrare al mondo la loro felicità. Dovevano passare la luna di miele in Sicilia.

Eva venne a salutare Lydia tutta raggiante e bella, avendo smessa per la prima volta la rigida semplicità di fanciulla inglese. Vestiva un abito di tinta calda, quasi dorata, sul quale scintillava una miriade di perline dello stesso colore, ammorbidite da riflessi rosei; il cappellino riprendeva l’abito esatta-

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