< Pagina:Neera - Lydia.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 186 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Lydia.djvu{{padleft:196|3|0]] pigliatura. Il moto e le corse all’aria libera calmarono un poco i suoi nervi; si sentì più forte, più lieta. La stanchezza fisica operava una salutare reazione, permettendo alla sua mente di riposare. Le accadde allora, percorrendo i sentieri dove prima si era soffermata pensando ai poemi di Coppée, di considerare la natura sotto il suo grande aspetto sintetico, un po’ superficiale, ma dolce; come deve succedere alla maggior parte dei villeggianti e dei così detti amici della campagna, per i quali il più bel punto di un paesaggio è sempre quello dove si può riposare comodamente, stendendo il tovagliuolo.

Alle cavalcate si unirono, con facile transizione, le partite di caccia. Usciva alla mattina con tre o quattro uomini e una signora russa di cui aveva fatta la conoscenza sul lago. Lydia non poteva competere con quei sportsmans arrabbiati, compresa la signora, ma si esercitava con un elegante fucile Flaubert,

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.