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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Lydia.djvu{{padleft:270|3|0]] all’altra parte che si agita nel mondo dei sogni. Le sembrava di vivere due vite ben distinte, ben definite; la materia abbandonata a sé stessa, nell’oblio di un soffice guanciale, e la fantasia, seguendo l’istinto alato, ridiventata anima ideale, tuffarsi nell’infinito. Due sensazioni, due godimenti.

A poco a poco però, mentre il corpo le si appesantiva, torpido, e sembrava una massa inerte, anche le sensazioni si confondevano. Aveva la percezione di una morbidezza, senza poter distinguere se fosse nelle braccia, nelle spalle o al cuore; se fosse il contatto della poltrona o la memoria di una carezza. Si sentiva bene, ma era perché stava bene o perchè vedeva bello? E che cosa vedeva? E vedeva poi realmente? Era solamente sicura di sentire? O non sognava invece? Od era forse morta, e assisteva in ispirito alla trasformazione di sé stessa?

A un tratto l’oblio la invase tutta. L’ul-

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