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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Lydia.djvu{{padleft:39|3|0]] il cielo, tutto nero, era squarciato da striscio di fuoco; un soffio bruciante correva nell’aria, fatta densa dalla polvere. A un tratto larghe goccie cadono sulle foglie tormentate, e continuano a cadere, fitte, lucenti, fresche. Io mi sentii invasa allora da una dolcissima calma; guardavo la pioggia scrosciare, dilagare, diffondersi per tutto il giardino, per la campagna, più lontano ancora, fin dove l'occhio scorgeva l’orizzonte, e provavo un senso di purezza, di sollievo, come se quell’acqua dovesse lavare tutte le miserie della terra, tutte le colpe degli uomini.

Come amo la campagna e la solitudine, la cara solitudine che fa pensare! Pure non è che senta odio pe’ miei simili; al contrario, mi pare che tra i miei simili vivrei molto bene... Egli è che non somiglio a nessuno; o piuttosto, sì, somiglio a una quantità di persone morte, a tutta una generazione scomparsa.

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