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— Dato a me — disse Lydia, e ne vuotò un intero calice, delicatamente, con mossettine da uccello che si tuffa nel beverino.

— Eccomi battezzata.

Poi riprese a girare, lentamente, tenendosi al braccio una di quelle fanciulle, provando i sorrisi con lei por ripeterli, sicura, agli uomini.

Aveva visto la Capitelli quando passeggiava a braccio di Pambaldi, con incantevole mollezza; si provò, ma in questo non riuscì. La Capitelli aveva un fascino particolare, segreto: si moveva a ondate; parlava senza emettere la voce; i suoi sguardi erano carezze; intorno a lei c’era un profumo caldo che attirava. Qualcuno diceva: — Non ò bella, è peggio.

— Come fa? — pensava Lydia.

Lasciando il divano s’era andata a mettere con Rambaldi a un tavolino; e Lydia la vedeva mordere con grazia un’ala di pernice,

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