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V.

Il mese di luglio, a Livorno.

Sulla rotonda dello stabilimento i bagnanti procuravano di ingannare, ciarlando, lavorando o leggendo, le lunghe ore del pomeriggio.

Nell’arena della spiaggia i fanciulli correvano; gli adolescenti, sdraiati al sole, si annerivano con profonda convinzione, stendendo le membra libere nella caldura; qualcuno, sepolto a mezza vita dentro la ghiaia, ergeva il busto immobile, pari ad una sfinge.

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