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il male. 109

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Nel sogno.djvu{{padleft:123|3|0]] speranza, e, uscendo sulla spianata, tendeva l’orecchio verso i monti, verso la valle, in tutta quella oscurità muta, impenetrabile, dove udivasi soltanto il misterioso respiro della solitudine.

E pensava ancora: — Forse la sua vita era nelle mie mani. Quand’ella mi disse: “padre, benedicimi„, perchè non l’ho stretta nelle mie braccia? Io l’ho lasciata sola nella lotta. Avevo il dovere di difenderla e non l’ho difesa, avevo il dovere di amarla e non l’ho amata. Giusto Iddio, è la mia volta, puniscimi!

Maria, che dormiva a brevi tratti di un sonno agitato e pieno di visioni, svegliavasi spesso tutta in lagrime, e, chiamando il buon padre e cercandolo, lo trovava svenuto sul suolo, colle mani ancora giunte in atto di preghiera.

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