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132 il male.

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A tale ricordo, il rossore scompariva dalle sue guancie, vinto da un sentimento più potente ancora, più intimo, più oscuro, che sembrava gelarle il sangue nelle vene e schiaffeggiarla con uno di quegli insulti che, invece di arrossare il volto, lo fanno diventare pallido.

Dignità, fierezza, onore, pudore, fede ed affetto tutto sanguinava in un colpo solo. E chi l’aveva ferita, così era l’altra metà di sè stessa, la sorella, la gemella sua!

Ora, tutte le parole belle: luce, amore, cielo, non le intendeva più. Cosa volevano dire? . . .

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— Figlia mia, la notte non oscura il giorno, il peccato non annienta l’amore, Dio è sempre al di sopra di ogni cosa. Il sangue di Gesù fu versato per indi-

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