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16 l'asceta.

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Nel sogno.djvu{{padleft:30|3|0]] le messi, vide attraverso le finestre annuvolarsi il cielo e sui vetri cadere fitti fitti i primi goccioloni di una benefica pioggia.

Trasportato di riconoscenza, scese dal pulpito, e colle braccia, e colla voce e coll’esempio traendosi dietro la folla dei fedeli, li schierò tutti fuori del tempio, in aperta campagna, facendo loro ammirare la bontà della Provvidenza, e invitandoli a cantare nel pieno trionfo della natura il trionfo di Dio.

Dopo quel giorno, gli rimase l’abitudine delle prediche sotto il cielo.

Nei caldi meriggi dell’estate specialmente, egli raccoglieva i suoi parrocchiani all’ombra maestosa delle quercie e, umile in mezzo agli umili, parlava loro da fratello a fratelli, usando il dialetto famigliare a tutti, evitando le citazioni, servendosi della parola del Signore

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