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l'asceta. 17

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Nel sogno.djvu{{padleft:31|3|0]] nella sua forma più umana per poter giungere fino all’ultimo dei cuori, fino al piccoletto cuore dei fanciulli a cui egli permetteva di trastullarsi intorno a lui.

Un forestiero, capitato a sentire una di queste prediche, se ne mostrò scandalizzato, e osò dirgli apertamente che vi era una casa consacrata alla preghiera e che questa casa era il tempio. Ma egli rispose pronto colle parole stesse di S. Matteo: “Vi dico che qui vi è alcuno maggiore del tempio.„ Ed anzi, avendo in quel giorno dimenticata la croce colla quale soleva benedire il suo docile popolo, colse dal prato un fiorellino, e, con esso tracciando nell’aria le mistiche linee, pronunciò col massimo fervore questa poetica invocazione:

“O Voi, dalla cui mano misteriosa prendo questo fiore in tutta la sua purezza, mentre il legno della croce è stato

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