< Pagina:Neera - Nel sogno.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.
24 l'asceta.

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Nel sogno.djvu{{padleft:38|3|0]] di tutto ciò che era l’opera di Dio. Gli accadeva talvolta di non guardare nulla, nè il cielo, nè i monti, nè i boschi, di non respirare nemmeno; ma, assorto in un rapimento interno, ripetere tra sè: “Esisto!„ con una tale estasi del proprio mistero che mille mondi aperti al suo sguardo non gli avrebbero potuto dare più intensa gioia.

E allora, sì, visse come egli aveva sognato, dividendo la vita degli astri, del fiore, dell’ape, del vento, della fonte, del sasso; bevendo la rugiada nel concavo delle foglie, coricandosi sotto le stelle, così riamato nel suo amore per la natura che il freddo non lo toccava, nè lo molestava il sole, e gli umidi prati non serbavano per lui nessun veleno.

Tutto ciò che era animale sembrava fondersi in quel contatto ininterrotto di forze vegetali. La completa assenza di

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.