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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:157|3|0]] di cui sapeva a memoria tutti i ninnoli, e dove in ogni fibra del suo essere penetrava una dolcezza inebriante.

Nello stupore della nuova sensazione egli giunse a chiedersi se per avventura fosse quello l’amore, il terribile, il temuto nemico.

Ma donna Clara era così semplice e così buona, così aliena dalla conquista, che riflettendovi, non gli parve molto pericolosa. La sua altezza intellettuale e morale le serviva quasi di velo, per cui egli non l’aveva ancora guardata a quel modo che, secondo la sacra Scrittura, costituisce già il possesso.

Stavano insieme ore ed ore senza imbarazzo, senza sottintesi, guardandosi francamente negli occhi e discorrendo d’ogni cosa animatamente. Donna Clara, infiammata di carità, mostrava a Senio il bene che poteva fare agli uomini col suo ingegno e con la sua forza — bene di idee elevate, di morale umanitaria, quella che dovrebbe essere la vera religione delle

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