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Dove sarebbe andato? Sui laghi? Troppo caldo ancora. Una gita in vai d’Aosta lo tentava da un pezzo, ma bisognava disporre di maggior tempo per fare il viaggio a piccole tappe e non perdere nessuna delle antiche bellezze di quei castelli. Val di Scalve, Alagna, il Trentino, tutti posti bellissimi, freschi, ma la strada che vi conduce è lunga ed incomoda; Santa Caterina? Peggio che andar di notte. Saint Moritz? Buono per gli eleganti del gran mondo. Alcuni suoi amici andavano a Montecatini ed altri a Vichy; ma egli non aveva il mal di fegato e neppure la dispepsia, la gotta o altro malanno.

Tutto sommato e bilanciato gli si apriva davanti una sola via, quella del Gottardo. Un vagone Pulman fornito di tutti i comodi, in sei ore ad Airolo, sei e venti a Gòschenen ; fra l’uno e l’altro Andermatt, Altorf, il ponte del diavolo...

Senio si decise in dieci minuti, e se qual-

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