< Pagina:Neera - Senio, Galli, 1892.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 6 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:20|3|0]]

Suo nonno vangava e zappava in maniche di camicia, coi piedi scalzi, le mani incallite nei più duri lavori. Suo padre, già un po’ dirozzato, portava stivali e, sapendo leggere e scrivere correttamente, teneva un’azienda abbastanza importante. — Bellissimo uomo, aveva sposato una fanciulla di condizione superiore alla sua, una dolce creatura che aveva dato al figlio i suoi occhi celesti. Padre e madre erano morti mentre egli era ancora fanciullo; ma Senio ricordava il profilo severo del padre, il suo piglio risoluto di lavoratore e d’uomo d’azione, rigido, inflessibile, testardo; di quella testardaggine inveterata dei contadini che può essere tanto un elemento di forza, quanto di danno, a seconda dei casi. Egli si era piegato molte volte alla dispotica autorità paterna, ma piegandosi ne aveva pure assorbito i germi e fatta sua la immensa forza, la facoltà di resistere a tutta oltranza. Questa rudezza campagnuola, questo sapore di agresto, che la terra

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.