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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:200|3|0]] derio di mostrarsi fredda — finché totalmente acciecati, soffrendo da tutte le parti, simili a due veri orbi in furore lasciavano cadere fitte come gràgnuola le parole roventi che fischiano per Varia e stridono sulla pelle, tracciando delle cicatrici di frusta.


L’inverno passò così. Dolina Clara soffriva, Senio soffriva; quando non si vedevano erano lettere brevi, pungenti, oppure lunghe e piene di recriminazioni; quando si trovavano insieme erano silenzi imbarazzanti o dialoghi superficiali.


In maggio, un maggio splendido, tutto fiori, luce e profumi, Senio andò a vedere sua sorella. Ripassando col treno per quella medesima via dove aveva incontrata per la prima volta la signora Aldobrandi, risentiva più che mai il rimpianto della perduta libertà, e questo rimpianto diventava più acre per non so

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