Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
— 186 — |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:200|3|0]] derio di mostrarsi fredda — finché totalmente acciecati, soffrendo da tutte le parti, simili a due veri orbi in furore lasciavano cadere fitte come gràgnuola le parole roventi che fischiano per Varia e stridono sulla pelle, tracciando delle cicatrici di frusta.
L’inverno passò così. Dolina Clara soffriva, Senio soffriva; quando non si vedevano erano lettere brevi, pungenti, oppure lunghe e piene di recriminazioni; quando si trovavano insieme erano silenzi imbarazzanti o dialoghi superficiali.
In maggio, un maggio splendido, tutto fiori, luce e profumi, Senio andò a vedere sua sorella. Ripassando col treno per quella medesima via dove aveva incontrata per la prima volta la signora Aldobrandi, risentiva più che mai il rimpianto della perduta libertà, e questo rimpianto diventava più acre per non so