< Pagina:Neera - Senio, Galli, 1892.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 196 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:210|3|0]] la sua abdicazione è stata vana, che l’idolo non meritava il culto nè l’altare il sacrificio, ch’ella ha disperso al vento ed al nulla il tesoro prezioso della sua elezione; e pari ai due prigionieri legati insieme, di cui l’uno muore, ella deve risolutamente spezzare il laccio che la tiene avvinta ad un cadavere.

Donna Clara sapeva che ogni sua parola colpiva e tagliava, non solamente Senio, ma sè e tutta la sua felicità e la sua vita; nè ciò poteva arrestarla. Senio uscì da quel colloquio affranto.

Egli aveva consumato in quella lotta tanta forza nervosa che si sentì veramente male. Per due o tre giorni ebbe una specie di febbre, durante la quale il terrore di tornare da capo gli suggeriva di fuggire nell’angolo più remoto della terra. Egli che sprezzava i pericoli, che sarebbe andato volenteroso alle armi ed al fuoco, tremava al solo ricordo dell’amore che per un istante lo aveva toccato. Veder soffrire

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.