< Pagina:Neera - Senio, Galli, 1892.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 222 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:236|3|0]] sua mano e stringerla con una tenerezza immateriale.

Ancora una volta il desiderio dell’amore attraversò idealmente il suo cervello; per un attimo ebbe la tentazione di portare quella manina alle labbra, di attirarsi quella bimba sul cuore. Ancora una volta l’indomabile freddezza vinse.

— Addio, sorella.

Nel folto dell’albero la lieve ombra vacillò, la voce mormorò:

— Addio.

E lui, urtandosi contro il muricciolo, pensava con atroce voluttà che non l’avrebbe forse vista più mai.

È una cosa orribile — si diceva dappertutto nei crocchi, nei caffè, ovunque due o tre persone si trovavano insieme. Non si parlava quasi d’altro che del processo Mordini.

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.