< Pagina:Neera - Senio, Galli, 1892.djvu
Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta.

— 243 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:257|3|0]] zato dei tacchi, che invita irresistibilmente a voltarsi indietro. Senio si voltò.

La donna — era una donna — gli diede la buona sera. C’era il novantanove per cento di probabilità che Senio non rispondesse, ma fu invece la volta che rispose.

— Io la conosco — disse l’incognita, ponendogli a fianco.

— Sì? — fece Senio con incredulità.

— Sì.

Gli nominò una circostanza particolare, il caso di averlo incontrato presso un’ amica in una certa sera di carnevale.

— Ah! — tornò a fare Senio distrattamente.

Ma poi, gettando un’occhiata sulla donna, che nella semi-oscurità appariva discreta, soggiunse tra l’ironico e il curioso:

— Ho fatto colpo, a quanto pare.

La donna rispose di sì; niente altro. Poi si mise a raccontare con molta semplicità che era stata in un paese lontano parecchi chilo-

Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.