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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:264|3|0]] ciò gravava confusamente su quel fatto rapido e fatale della caduta.

Il dolore fisico si univa ad una specie di avvilimento, quasi di stupore e di rabbia feroce nella sua impotenza. Era V impressione di uno che si trova battuto e non sa da chi, e non può nè difendersi, nè vendicarsi.

— Ne avrò per quaranta giorni almeno.

— Almeno — confermò la donna — ma guarirà perfettamente; se ne son visti tanti. Non è questione che di un po’ di pazienza.

Una leggiera febbre, preveduta dal medico, venne a intorbidare le idee di Senio. Una folla enorme gli girava d’attorno; tutte le facce dei giudici, dei giurati, dei testimoni; quella dello storpio che si era fatto portare sui gradini della Corte d’Assisi per acclamare il dottor Mordini; a un certo momento gli parve anzi che l’accidente della caduta fosse toccato allo storpio. Fece per voltarsi sul letto, ma diede un urlo.

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