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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:34|3|0]] uomo superiore che egli aveva visto Stefano abbandonarsi a un vero e profondo amore per una fanciulla e sposarla appena terminati gli studi, appena avuto il posto di medico condotto in uno di quei paeselli dell'Appennino ligure, dove egli andava appunto ora a sorprenderlo, dopo un anno di lontananza, rubando un paio di giorni all’aspettativa di sua sorella.

In fin de’ conti, se Stefano trovava la sua felicità nell’essere marito e padre, nessuno aveva il diritto di contestargliela.

La felicità — pensava Senio — è una cosa che ci riguarda così intimamente ed esclusivamente che neppure un padre può dire a suo figlio: «Tu sarai felice in tale piuttosto che in tal altro modo.» Nessuno può darci la felicità tranne noi stessi; siamo i soli interessati in ciò. Chi meglio di noi può sapere quello che ci occorre?

E se egli, Senio, non aveva bisogno di nes-

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