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Nella certezza che fossero scientifiche ella narrava cose stupefacenti, pronunciava imperterrita alcune parole che non tutti i vocabolari accolgono. Si meravigliava poi della meraviglia degli altri e li chiamava asini e bestie.

Non ammetteva scherzi, non capiva sottintesi. Per lei la scienza era una cosa alta, nobile, pura, intangibile, e sopratutto seria. Si interessava ai matrimoni dal lato del miglioramento della specie, e dava agli sposi ogni sorta di consigli. Per conto suo non aveva mai pensato a maritarsi e nessuno aveva pensato a lei.

Trovandosi affatto sola, si era messa a coltivare un’amicizia di scuola, un’orfana, che era poi rimasta zitellona come lei, con la differenza che invece d’un fratello c’era qui la cura d’una nipotina; e così queste tre donne formavano quasi una famiglia.

Nessuna creatura poteva essere più diversa di Corinna quanto la sua amica Orsola. Faccia

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