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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:95|3|0]]
Che cosa gli aveva detto per produrre tutto quel cambiamento? Era così amabile prima! così dolci apparivano i suoi occhi! così bello il suo sorriso ! Oh ! se avesse sorriso ancora... questo, solamente questo, le sarebbe parso una felicità. Pensò che l’origine d’ogni cosa fossero stati quei fiorellini che aveva in grembo e presa da subitanea avversione per essi si pose a raccattarli minutamente sui ginocchi, sul petto, sulle braccia, disperdendoli al vento che talvolta per dispetto glie li ricacciava addosso, e intanto le vorticavano attorno leggeri, quasi vivi nel loro candore niveo di piccoli gigli alati.
Quando li ebbe gettati via tutti, tutti, fino al minimo petalo, tornò a guardare Senio. Nessuna linea del suo viso si era mossa, Dina spiccò un salto, senza dir nulla, e stringendosi il cuore con tutte e due le mani fuggì dentro il giardino, scomparve
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