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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Neera - Senio, Galli, 1892.djvu{{padleft:97|3|0]] con la sua dolcezza conciliativa, con quella serenità che gli creava tante simpatie.

— È giusto. Qui non hai nulla da fare; il mondo e la vita ti aspettano, va’! Noi ripiglieremo la nostra vita, che è quella di parlare sempre di te, di aspettare e di leggere le tue lettere, di prepararti le calze...

— Un po’ monotona! — esclamò Senio ridendo.

— Oh! quando si vuol bene...

— Anche Orsola mi vuol bene?

— Sì. E la piccina pure. Quando lavoro alle tue calze e ai tuoi fazzoletti, ci vuole sempre mettere qualche punto di suo.

Senio ricadde nel silenzio. Più tardi, già ritirato nella sua camera, stentava a coricarsi, preso da una smania, da un’inquietudine che rassomigliava ad un malessere. Accese il sigaro e si pose alla finestra.

La chiara notte primaverile raggiava di una miriade di stelle. Egli non era poeta, non

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