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— Siii... il Prefetto; quello è un furbo! Finché vi sono le lenzuola degli altri non vuol sciupare le sue.

E senza fermarsi sull’arditezza sguaiata di una frase simile, detta ad una ragazza, la pretora tornò alla sua idea:

— Dimmi il vero, qui tra noi... non hai mai pensato che Luzzi potesse venire per te in via San Francesco?

Molto turbata, Teresina si dié a spianare le arricciature del suo grembiale, mormorando:

— Egli non me lo ha mai fatto capire, certamente; né io avrei osato immaginarlo. Chi vuol mai che pensi a me?

— To’, perché non si potrebbe pensare a te? Non sei una ragazza come le altre? — e a parte i complimenti, le Portalupi te le mangi tutte in un boccone.

— Ma sono povera.

— Ah!... questo...

La pretora si morse le labbra, mentre batteva nervosamente il piede sull’ammattonato, collo sguardo a mezz’aria, come se cercasse qualche cosa nel suo cervello.

E Teresina intanto pensava che dacché avevano mandato Carlino a Parma, per via del liceo, e tutti i mesi bisognava pagare la pensione, si parlava molto molto d’economia in casa sua — e non avevano piú la donna di servizio — ed erano tre

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