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ai piedi, commentandola sarcasticamente, a parole brevi, acute, saettanti.

— È però simpatica — disse una volta Luzzi rispondendo alle sue cognatine.

— Simpatica! — esclamò l'ultima delle Portalupi — ecco una parola inventata per contentino delle donne che non hanno nessuna bellezza.

In casa non si sapeva ancor nulla, ma la pretora continuava a ricevere le confidenze di Teresina.

— Quando fa conto di sposarti?

— Appena finita la pratica.

— Dove pratica?

— Dal primo avvocato di Parma, il Sandri.

— Tua madre non s’è accorta di nulla?

— Non credo.

— Diglielo.

Ma questo era uno scoglio. Teresina non sapeva da che parte rifarsi; preferiva aspettare in silenzio la domanda formale.

Tutto un anno passò, tranquillo in apparenza, agitato per Teresina che divideva i suoi giorni in due categorie ben distinte; quelli in cui aveva notizie di Orlandi, e quelli che scorrevano senza notizie.

Ogni mattina si levava pensando: avrò lettera quest’oggi? E che pene, quanti artifizi, che lungo esercizio di ipocrisia per trovarsi sempre pronta alla finestra, quando passava il procaccio. Erano diventati amici; egli la salutava toccandosi il berretto,

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