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Viaggio di nozze

325 cui un beduino, discendente forse dal Bue Àpis, nel suo pittoresco costume.... — E sudicio.... — Sudicio.... sia pure.... Ci porgerà lina mandala di scarabèi, di verdi idoletli, che la zampa del suo fedele corsiero scoprì, raspando.... in una fabbrica al Cairo. In sèguito, ai volcani di TeneriHari.. — Ma se ci abbiamo que’ di Gorini a Lodi ! interrompe con impazienza la gióvane. Il cavaliere la interroga intensamente con gli occhi : — fai sul serio o per celia ? Ella, nel modo stesso, ritornagli la domanda. — Làli.... insomma.... ti levi? — À quoi bon? In questo, un nuovo picchio alla porta. — Le sette e mezza*, signore. — Camillo (in un orecchio di Claudia). — E dunque ? Claudia (sottovoce, con un po’ di timore). — Ma e hai veramente voglia di andarci ? — • Tlen.... tlen — i rintocchi di una campanella in disianza : forse vèngon dal Tunisi. chè la lancetta del pèndolo segna le olto. — La vaporiera s’invìa — sospira grottescamente Camillo. — Buon viaggio — fà Claudia sfavillando di gioia. Ma d’improvviso : — E i nostri bauli ? Il cavaliere ride e ghigna un poclietto, poi: —- Non inquietarli, mio cuore ; i bauli son là — e accenna alla stanza vicina. Claudia rimane sopra pensieri : ella passa, ripassa del guardo, il mìgnolo in bocca, la faccia del suo Camillo ; infine : — Aah !... tu sapevi... ! —

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