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18 | il regno dei cieli |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Opere (Dossi) II.djvu{{padleft:39|3|0]]qui, oli al banco ricorri, che è il solo fuori dai colpi della fortuna, il banco delle azioni.... buone. Dona e possederai. Possederai ciò che nessuno può torti, salvochè la Natura, non senza torti insieme però la coscienza di quanto hai perduto. E tu, che non sai in qual vino, in quale àqua lasciare il dolore, affògalo nelle bontà! E voi, ricchi, fàtevi perdonare una volta dai miseri; siano i vostri beni e le gioie quelle che il Saggio tai stima e non il volgo con falso translato. E tu, cui la sorte fu illiberale nelle grazie del corpo o dell’intelletto, ti abbella, ti aggenia di amore. E chi scrivere sa, scriva de’ buoni libri; saranno buoni se belli: e chi cerca l’ήδονην, la pietra filosofale, la panacea, l’universale principio, lasci d'impallidire nel suo umbràtico studio ed esca operando il Vangelo.
Vale amore per tutto.
O siate indulgentìssimi, fuorichè seco voi. Poter nuòcere, basta. Perdonate, perdonate, anzi! dimenticate. Riconciliàtevi al Cielo. Siate egoisti davvero.
IV.
Il campo è vastissimo. Basti riflèttere che carità vale amore nel suo più largo significato.
E sì che io n'escludo tutta la parte ufficiale, ossìa quella in cui una mano restituisce qual-