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La cena dell’amore 139

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La cena passò lietamente. I piatti erano d’argento e non usava la seccatura di mutarli.

Finita la cena, fu fatta entrare una leggiadrissima giovinetta, vestita di un semplice kiton, che null’altro era che un quadratello di stoffa, come un vessillo, ma messo con garbo: allora le Ateniesi belle vestivano tutte così, con molta semplicità; come oggi, che le signore portano certe toilette, come dire? semplici.

Un giovane aulete, o suonatore di flauto, accompagnava la fanciulla.

Questi intonò il suono, e poco dopo, ella, come indolente, slegò e scosse le membra della sua statua: le animò un

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