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V.

UN ANNO DOPO.

Erimo venticinque in compagnia
De li soni; fu un pranzo prelibato!
Zupp’ingrese, caffè, rumme, gelato...
Te dico, roba fina, sciccheria.

Dopo pranzo fu fatta un’allegria,
Tutti a panza per aria immezzo ar prato,
A l’aria aperta e dopo avé’ ballato,
Ritornassimo in giù a l’avemmaria,

Co’ ’na fila de legni a du’ cavalli,
Cór manico d’argento a lo sportello,
Che tutti se fermaveno a guardalli.

Dov’annassimo? A l’osteria de l’Orto;
Lì de dietro a li Prati de Castello,
Dove l’antr’anno ce successe er morto.




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