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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu{{padleft:127|3|0]]— Che spina! che spina!

Anna Veronica, allora, per divagarla, le parlò della nuova casetta.

— Vengo di là. Se la vedessi! Tre stanzette piene d’aria e di luce. Non tanto piccole, no: oh, vi starete benissimo.... E poi, un terrazzino! Buono da stendervi il bucato; sì, vi sono anche i cordini di ferro; quattro pali agli angoli; e affacciandovi di là, guarda, possiamo proprio stringerci la mano, così.... La finestra della mia cameretta è proprio dirimpetto.... Le notti di luna....

Anna s’interruppe: in un baleno rivide una notte del tempo passato: il seduttore sentimentale aveva abitato in quella casetta, ove tra pochi giorni sarebbero andate ad abitare le sue amiche. Turbata, cangiò discorso:

— Mente mia! guarda.... me ne dimenticavo ed ero venuta apposta! Ho da darvi una buona notizia. Sì.... — e chiamò: — Maria! Vieni qua, figliuola mia.... Su, asciughiamo codeste lagrime; qua a me il fazzoletto. Oh, così.... brava! Dunque, vi do parte e consolazione che la figlia del barone Troisi si marita.... Scommetto che non ve ne importa nulla; ma a me sì, care; perchè la signora baronessa, pare impossibile! ha la degnazione di dare ad allestire qua in paese il corredo della figlia, capite? e per buona parte me

    PIRANDELLO, Esclusa

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