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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu{{padleft:235|3|0]]trare in città, dove avrebbe senza dubbio incontrato tanti seccatori.

Era profondamente persuaso del proprio valore, dell’importanza sua; ma intanto, per ora, l’aria di spigliatezza un po’ petulante, a cui s’abbandonava lungi da Roma e dagli affari, modificava a gli occhi altrui piacevolmente quanto d’assoluto era in quella persuasione.

Non aveva ancora ben definito come avrebbe occupato il tempo del suo soggiorno a Palermo. In ozio completo, no: ozio e noja eran per lui sinonimi. E l’ozio inoltre gli sarebbe riuscito molto pericoloso. Già, da quand’era arrivato, non aveva che un solo pensiero, o (com’egli diceva) una sola curiosità: riveder Marta.

— Comprerò qualche libro nuovo di letteratura. Leggerò. Continuerò poi, se me ne verrà la voglia, i miei appunti su l’Etica relativa. Basta, vedrò.

Non voleva fermarsi a lungo sopra alcun pensiero. Il suo spirito sonnecchiava nel benessere e si ristorava.

— Non si vuol morire; sfido!... Anche quando il cervello è annebbiato di pensieri, il corpo trova tante ragioni di godere: nella mitezza della stagione; in un bel bagno, d’estate; accanto a un buon foco, d’inverno; dormendo, desinando, passeggiando. Gode, e non ce lo dice. Quando parliamo noi? quando riflettiamo? Solamente

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