Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
— 288 — |
[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu{{padleft:302|3|0]]adesso scappa al telegrafo! Ci sono anche i vetri della finestra rotti!
Don Fifo diede un balzo indietro.
— Io? al telegrafo? adesso? Neanche se mi fanno papa!
— Sciocco! Ti dico che ci sono anche i vetri della finestra rotti! — ribattè arrabbiandosi donna Maria Rosa. — Scappa al telegrafo!
— Oh Cristo mio! — sclamò don Fifo. — Fuori ci sono tutti i diavoli dell’inferno scatenati.... Dove vuoi che vada? Debbo andare senza cappello?
— Ti metterai in capo il mio scialle....
Don Fifo guardò Marta ed aprì la bocca a un sorriso di scemo:
— Sì, lo scialle.... e faccio rider la gente....
— Chi vuoi che ti veda, a quest’ora, con questo tempo? Su, su.
E gli buttò lo scialle in capo, aggiungendo:
— Poi te n’andrai a casa, a dormire.
— Solo? — domandò don Fifo, rassettandosi in capo lo scialle.
— Hai paura?
— Paura, io? Non so che voglia dire.... Ma tu qua, io là.... niente, guarda, piuttosto, me ne starò lì in quel cantuccio.... Abbi pazienza: vado e torno.
Scappò. Tornò dopo circa mezz’ora. Marta spiava acutamente la moribonda, che s’era ancora inabissata nel letargo. La Juè, all’altro lato