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4é SSSaACl, GIACOMIKO!
Direttore.
Abbia pazienza, professore. Cerchi di mettersi un poco nei miei panni e di considerare clie da due anni a questa parte, dalla mattina alla sera, in direzione, a casa mia, se esco a fare due passi per istrada, io sono oppresso, vessato da tutti, padri di famiglia, persone che non conosco, che vengono a protestare contro il preteso scandalo di codesta sua permanenza nell'insegnamento.
TOTI.
Ah sì? Ah sì?
Direttore.
Purtroppo, professore ! Creda che è una protesta civile vera e propria — generale!
TOTI.
E lei la chiama civile?
Direttore.
Civile nel senso che la società si reputa offesa — io non voglio entrare adesso a vedere se a torto a ragione — dalla condotta della sua vita privata, reputandola incompatibile col suo ufficio di educatore della gioventù....
TOTI.
E lei, signor Direttore?
Direttore. Le ripeto che io non voglio entrare a vedere....
TOTI.
Dunque vuol dire che anche lei è d'accordo nel giudicare disonesta la condotta della mia vita privata?
Direttore.
Ma no, non dico questo! Dico che lei, uomo pri- vato, nella sua coscienza onesta, può infischiarsi del giudizio della gente, se lo reputa ingiusto.