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XVIII.

COMMENTANDO IL PETRARCA


Messer Francesco, a voi per pace io vegno
E a la vostra gentile amica bionda:
Terger vo’ l’alma irosa e ’l torvo ingegno
4A la dolce di Sorga e lucid’ onda.

Ecco: un elce mi porge ombra e sostegno,
E seggo, e chiamo, a la romita sponda;
E voi venite, e un salutevol segno
8Mi fa il coro gentil che vi circonda.

De le canzoni vostre è il dolce coro,
Cui da un cerchio di rose a pena doma
11Va pe’ bei fianchi la cesarie d’oro

In riposo ondeggiante. Ahi, che la chioma
Scuote e ’l musico labbro una di loro
14Apre al grido ribelle: Italia e Roma.



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