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A UN GIOVANETTO.


Tu pur ti levi in provocante aspetto
Tra gli aristarchi a lacerarmi intesi,
E ingenuamente l’anima palesi
Infiammata d’orgoglio e di dispetto.

Dimmi: come, perchè dentro al tuo petto
Tanto furor d’inimicizia accesi?
In che ti nocqui mai? Quando t’offesi?
Di che vuoi tu punirmi, o giovinetto?

Pur sotto al velo del superbo stile
La non velata mia mente indovina
L’anima bella e ’l cor franco e gentile.

Ah l’umana follía saggio chi irride!
Il sangue, il cor, l’età ci ravvicina,
E l’arte, amor d’entrambi, ci divide.

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