< Pagina:Poesie (De Amicis).djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.

— 93 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Poesie (De Amicis).djvu{{padleft:101|3|0]]

POLEMICA

(il figlio al padre).


Perch’io coll’arte qualche volta allieti
I miei studi di cifre e di prospetti,
Tu mi porti ogni dì dei giornaletti
Scritti da prosatori e da poeti;

E vedo che ogni dì gli odi secreti
Sfogano in canti, in critiche, in sonetti,
E in termini recisi, aperti e netti
Si chiamano villani e analfabeti.

Questo grida: - Cretini! - e quello: - Eunuchi!
Imbecilli! - costui, l’altro: - Impostori!
E porci e talpe e ciarlatani e ciuchi.

Sciogli un enimma ch’io non so capire:
Spiegami tu perchè questi signori
Si chiamano i maestri del bel dire.

    Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.