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I giovani a quelle parole non poterono fare a meno di gridare ancora una volta: viva Rapisardi! Abbasso i suoi calunniatori! pensando che con certa gente ci vuole ben altro che la moderazione.»

V.

Dal Tamburo — Siracusa, I Maggio.

A MARIO RAPISARDI.

La gioventù siciliana, non è molto, compiva una di quelle dimostrazioni imponenti, dignitose, nobilissime, che non si possono davvero contemplare senza un vivo sentimento di compiacenza e un gran desiderio di applaudire.

Mario Rapisardi, il lodatissimo autore del Lucifero e della Palingenesi, il traduttore impareggiabile di Lucrezio e di Catullo, il più originale de’ lirici italiani viventi, qualche giorno addietro, era fatto segno alle ingiurie villane di un certo signor Lodi di Bologna; e la studentesca di Catania, a buon dritto non incurante della fa-

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