< Pagina:Rebora - Quel Giorno.djvu
Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta.

— 6 —

[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Rebora - Quel Giorno.djvu{{padleft:8|3|0]]

II.

La vita che ti attende.


Una nuova vita ti attende, nella quale rientri diverso di idee e di sentimenti, diverso da quando hai impugnato il fucile e sei partito confuso, stordito fra pianti di commozione dei tuoi e le grida deliranti della folla e il clangore delle musiche, avendo lo spirito agitato dall’ignoto che ti attendeva, l’animo in tumulto per gli interrogativi che il tuo cervello faceva a sè stesso.

Oggi sei diverso perchè hai conosciuto il dolore e il sacrificio, hai saputo, vivendolo minuto per minuto, ora per ora, giorno per giorno fino a non avvertirne più la potenza, ma senza poter impedire il misterioso procedimento di trasformazione, hai vissuto nel contrasto di una esistenza condotta, svolta in cospetto della morte, di fronte all’eternità: perchè hai conosciuto uomini che prima solo vedevi da lontano e sentivi affermare esser tuoi nemici, mentre in essi hai trovato l’amico e il compagno; perchè nuove idee ti sono state presentate, spiegate e tu le hai sentite buone e giuste. Cognizioni nuove hai appreso che ti hanno aperto la mente invogliandoti a studiare ed imparare per avere nozioni nuove: problemi non mai pensati hanno sfiorato ed anche qualche volta turbato il tuo spirito: necessità non mai sospettate hanno inciso il tuo animo semplice e giusto. Ma, d’altra parte hai appreso a compiere azioni che, rese indispensabili dal bisogno della salvezza della Patria e grandi e nobili per quello scopo, non possono essere trasportate nella vita civile senza arrecarvi un perturbamento che non verrebbe tollerato e condurrebbe a severissime reazioni. Certo do-

    Questa voce è stata pubblicata da Wikisource. Il testo è rilasciato in base alla licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Potrebbero essere applicate clausole aggiuntive per i file multimediali.