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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Rovetta - Baby e tiranni minimi.djvu{{padleft:77|3|0]]proposito e sempre ammodo. Ma per altro, con que’ suoi occhi grandi e miti da bambina buona, con quella grazietta affettuosa, e mentre pareva tutta compresa da una festività composta e temperata, la Baby si godeva pure le sue piccole cattiverie. La marchesa, la generalessa e madama Kraupen capitavano ogni momento, con una scusa o coll’altra, a cercarla, a chiamarla, a parlarle, aspettando sempre che la Baby presentasse loro il Santasillia; ma la Contessina, invece, le lasciava dire, rispondeva tranquillamente ciò che avea da rispondere, sorrideva e continuava il suo giro, fingendo di non accorgersi di quegli artigli: poi, quando se ne andavano indispettite, lanciava un’occhiatina a Marco Baldi, che avea capito il giuoco e ne rideva.

E un altro divertimento volle prenderselo alle spalle di Titta Demonte e di Scipio Spinola. Titta Demonte cominciava a essere geloso di quel gran girare al braccio di Santasillia, e quando la Contessina condusse il cugino presso il banco dove il giovanotto era segretario, que-

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