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[[Categoria:Pagine che usano RigaIntestazione|Tignola - Sem Benelli, 1911.djvu{{padleft:33|3|0]]polvere? che i libri ci stessero a catafascio? E sopra tutto che io non conoscessi a fondo i libri che si vendono? E che, vede, signorina, io, ormai, ai libri, ho strappato quel tanto che mi basta a farmi sentire il desiderio della libertà e sopratutto la gioia di altre imprese....

Enrichetta.

Quali imprese?

Giuliano.

Eh! Noi son cose da donne....

Enrichetta.

Chi lo sa? Intanto lei che è socialista incomincia a credere all’inferiorità delle donne. Questo mi pare che sia più da bibliotecario che da socialista. Chi sa che non abbia ragione il babbo....

Giuliano.

Vede: se c’è un uomo che non ha nessun diritto di stare fra i libri: è suo padre. Scusi sa; ma un uomo ottuso come suo padre, non l’ho mai conosciuto. E proprio lui doveva diventare editore e libraio, cioè educatore.... Guardi qua:

va dietro il banco.

Qua c’è un libro di quelli che si chiamano in busta chiusa.... Mi stupisce come non l’abbiano


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