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Duca.

No: non sono offeso.... Non sono offeso, perchè sapevo già quel che tu pensavi di me nell’intimo. Io per te sono un avventuriero.... Se ti sprono all’azione, se ti incito a vincere certi scrupoli, certe repugnanze morbose, tu mi accusi di disonesto, magari. Ma la tua onestà è una povera scusa della tua povera anima. Tu ami il piccolo.... tu ami il cantuccino polveroso e riscaldato; tu ami il doloroso sacrifizio inutile perchè non veduto; l’ombra ami tu.... sei un rosicante.... E come te ce ne sono tanti che magari all’apparenza sembrano eroi.... come te quand’eri alla libreria, che hai fatto male a lasciare, perchè era il tuo nido naturale....

Giuliano.

Ma siete stato voi a togliermi di là.... E ora mi offendete....

Duca.

Non solamente io.... Anche le letture che avevi fatto, anche... Basta!... Ad ogni modo, è vero, sì, anch’io, e perciò ne ho un certo rimorso. Altrimenti a quest’ora ti avrei dato il ben servito....


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