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Alberto trovò questa idea assai originale. E mentre beveva il liquido misterioso e gli sguardi anche più misteriosi che fluivano per lui dall’anfora di giada e dagli occhi chiari della dama, sentì che davanti a lui si schiudeva in un nuovo e deliziante aspetto il panorama dell’esistenza.

Ella frattanto gli esponeva le sue teorie sugli uomini e sulle cose, teorie che erano — o ad Alberto parevano — assai avventate e originali.

— Vorrei — disse Alberto chinando l’agile corpo in avanti e poggiando il gomito sul ginocchio — conoscere il vostro pensiero sull’amore e la vita...

— «L’amore e la vita», dite voi? — La donna tacque, tacque di proposito, un lungo momento, come tacciono le attrici sulla scena. Poi, alzando gli occhi in cui passavano dei bagliori verdi. — Ma io non comprendo che l’amore... e la morte.

— L’amore e la morte? Perchè?

— Perchè l’amore è una cosa eterna e terribile come la morte.

— Brrr!... — fece Alberto ostentando un brivido.

— Non ridete, non ridete! — ammonì lei, corrugando la sottile linea nera delle soprac-

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