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V.

Quando si conoscevano da circa due mesi, ed egli non pensava più che a lei e come lei; e non parlava più che con lei o di lei, adottando gli atteggiamenti spirituali, le pose e le espressioni un poco eccentriche a lei abituali; quando tutti i suoi quadri — la danzatrice Araba, l’Ebe giovinetta, la Madonna di Laghet, la baronessa Ferrari, e anche l’ex-sindaco di Chieri — mostravano senza eccezione una vaga ma indiscutibile somiglianza a lei, egli d’un tratto le cadde in ginocchio dinanzi.

— Ti amo, Raimonda!...

— No, Giorgio! non amarmi! — sospirò essa.

— Non posso non amarti. Amarti... è la vita.

Ella si chinò verso di lui e gli pose le lunghe mani sulle spalle.

— Amarmi... è la morte, — sussurrò.

Alberto, per quanto innamorato, ebbe voglia di sorridere a questa dichiarazione che gli parve un po’ spinta verso il melodrammatico.

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