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XV. 1

aprile 1907.

Combattere il misticismo invadente non basta: combattere il clericalismo bisogna, insidiatore perpetuo di ogni libera istituzione, cancrena d’Italia e della civiltà; spingere con manifestazioni solenni il governo ad applicare la legge vilmente negletta su le corporazioni religiose; scovare il prete «dai conventi, dalle scuole, dalle coscienze».

Predicare tolleranza in nome di non so quale scienza, fa comodo, s’intende, ai mezzani di conciliazioni; chi ha fede nella scienza ha il dovere di respingere sdegnosamente ogni compromesso fra la ragione e il dogma, fra l’impostura e la verità.

La Francia l’ha finalmente capito ed ha scacciato dai covigli le vipere.

La terza Italietta si va invece sollucherando all’idea di un possibile passo a due fra la Chiesa e lo Stato, fra S. Agostino in coda di rondine e Carlo Darwin in piviale....

Ho fede nei giovani non sordi alle parole nè ciechi all’esempio dei magnanimi pochi; e propongo un’ovazione a Ernesto Haeckel e Roberto Ardigò impavidi maestri di scienza e di libertà.

  1. Per il Congresso del «Libero pensiero» a Milano.

Note

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